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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero sé.
Autore Miller Alice
Editore Bollati
Boringhieri
A quale prezzo psicologico si ottiene un "bravo bambino"?
Di quali sottili violenze è capace l'amore materno?
Per l'autrice, il dramma del "bambino dotato" - il bambino che è l'orgoglio dei suoi genitori - ha origine nella sua capacità di cogliere i bisogni inconsci dei genitori e di adattarvisi, mettendo a tacere i suoi sentimenti più spontanei (la rabbia, l'indignazione, la paura, l'invidia) che risultano inaccettabili ai "grandi".
In tal modo, viene soffocato lo sviluppo della personalità più autentica, e il bambino soffrirà di insicurezza affettiva e di una sorta di impoverimento psichico.
Da adulto, sarà depresso.
Numerosissimi esempi documentano la sofferenza inespressa di questi bambini e, al tempo stesso, le difficoltà dei genitori,
incapaci di essere disponibili verso i figli.
Alice Miller
Nata in Polonia nel 1923, emigrò in Svizzera subito dopo la seconda guerra mondiale, nel 1946, conseguendo la laurea e il dottorato in filosofia, psicologia e sociologia
a Basilea, nel 1953.
Successivamente intraprese e portò a termine la formazione come psicoanalista, a Zurigo.
Dopo circa 20 anni di pratica come psicoanalista, abbandonò, nel 1980, questo tipo di attività terapeutica, dedicandosi alla
scrittura di saggi; questa svolta, dovuta a una riflessione critica sul metodo psicoanalitico nella sua applicazione concreta, la portò, nel 1988, ad
abbandonare la Società Internazionale di Psicoanalisi.
Nel 1986 fu insignita del premio Janus Korczak dalla lega americana contro la diffamazione degli ebrei.
Alice Miller ebbe due figli, un maschio e una femmina.
La critica alla psicoanalisi
Dopo aver a lungo appoggiato e praticato le tecniche proprie della psicoanalisi, Alice Miller è divenuta una delle più tenaci
critiche del metodo psicoanalitico come terapia psicologica, nonché della prassi stessa di molti terapeuti.
Ella ritiene infatti che il metodo psicoanalitico, anziché incoraggiare e sostenere il paziente nella ricerca dei traumi che
hanno dato origine ai disturbi e ai problemi della propria personalità, agisce piuttosto come tecnica per evitare di affrontare realmente la verità su questi traumi, che molto spesso risiede
nella storia familiare del paziente e negli abusi da
esso subiti nell'infanzia.
Lo stesso Sigmund Freud, secondo Alice Miller, avrebbe utilizzato in questo modo la
psicoanalisi innanzitutto su se stesso.
Alice Miller critica il metodo psicoanalitico delle associazioni libere.
Inoltre non ritiene valide le seguenti scoperte: la sessualità infantile (vd. L'infanzia rimossa, 1996 pp. 152), il Complesso di Edipo (vd. Il bambino inascoltato,2004, pp. 151–202) e l'esistenza della pulsione di morte agente fin dai primi istanti di vita (critica al lattante crudele di M.Klein ibid.).
Secondo Alice Miller tutti questi concetti svolgono una funzione di offuscamento della verità, in quanto impediscono al paziente di rivivere i sentimenti provati durante l'infanzia (unica strada per incontrare il proprio vero Sè) e al terapeuta di sentire empaticamente, nelle parole del suo assistito, il bambino sofferente.
